
Biografia
Chiara De Zan (Pordenone, 1987) è un’artista multidisciplinare italiana che vive e lavora a Casarsa della Delizia, in Friuli Venezia Giulia.
La sua pratica artistica si concentra principalmente sul collage e sul décollage analogico e digitale su carta, integrati con fotografia, pittura e media digitali. Attraverso un dialogo costante tra tradizione materica e linguaggio contemporaneo, indaga i temi della memoria, della percezione visiva e della risonanza emotiva.
Dopo una formazione solida in graphic design e fotografia conclusa nel 2006, intraprende nel 2009 un’intensa fase pittorica all’interno di un collettivo artistico locale. Intorno al 2020 la sua ricerca evolve in modo decisivo verso il collage e il décollage, che diventano il cuore della sua poetica attuale. Le sue composizioni si caratterizzano per stratificazioni calibrate, tagli precisi e un forte equilibrio geometrico, in cui frammenti di riviste d’epoca, fotografie anonime e texture consumate dal tempo dialogano con un’estetica minimalista, pulita e dinamica.
Ciò che distingue il lavoro di Chiara De Zan è la capacità di trasformare materiali umili e destinati all’oblio in superfici cariche di significato. Il gesto del taglio e della sovrapposizione si fa atto poetico e archeologico: sottraendo e ricomponendo, l’artista rivela strati nascosti di senso, esplorando il trascorrere del tempo, la frammentazione dell’esperienza contemporanea e la possibilità di una ricomposizione armonica.
Profondamente influenzata dal paesaggio culturale e naturale del Friuli Venezia Giulia, la sua ricerca mantiene un radicamento territoriale autentico senza cadere nel regionalismo. Le opere oscillano con eleganza tra astrazione e suggestione figurativa, tra ordine geometrico e organicità della materia. Le texture — con i loro spessori, trasparenze, segni di usura e colori attenuati — conferiscono alle composizioni una densità emotiva e quasi tattile, richiamando per affinità alcune istanze dell’Arte Povera italiana, rilette però attraverso una sensibilità contemporanea attenta al design, alla fotografia e alle potenzialità dei media digitali.
Nel 2026 Chiara De Zan ha conseguito il Master of Science in Artificial Intelligence (MSc AI, EQF7) presso Woolf University in collaborazione con Udacity.
Parallelamente alla carriera artistica, ha maturato diverse competenze e qualifiche professionali in settori quali la floristica, il mindfulness e il benessere olistico (operatore olistico qualificato), integrando attestati da piattaforme come Coursera, edX e altre istituzioni.
Le sue opere hanno ricevuto attenzione internazionale: sono state pubblicate su riviste specializzate come Revue Collé e sono presenti su importanti piattaforme come Singulart, Balthasart e HUG.art. È membro attivo di prestigiose associazioni del settore: VAA (Visual Artists Association), AIAPI (Associazione Internazionale Arti Plastiche – membro UNESCO).
Le creazioni di Chiara De Zan fanno parte di collezioni private in Italia e all’estero e sono state esposte in numerose mostre fisiche e virtuali. Nel suo studio a Casarsa della Delizia continua una ricerca costante e appassionata, capace di unire tradizione artigianale, innovazione tecnologica e profonda sensibilità umana. Ogni opera invita lo spettatore a rallentare lo sguardo, a oltrepassare la superficie e a cogliere le tracce del tempo e le emozioni stratificate nella materia.
Con una voce autentica, misurata e poetica, Chiara De Zan si afferma come una delle figure più raffinate e coerenti della nuova generazione di artisti del collage contemporaneo.

DICHIARAZIONE DELL'ARTISTA
Nel mio lavoro esploro la relazione tra memoria, materia e percezione attraverso il collage, il décollage e la commistione di linguaggi analogici e digitali. Parto spesso da frammenti di realtà — pagine di riviste, fotografie, texture naturali o elementi grafici — che stratifico, taglio e ricompondo per creare nuove risonanze visive ed emotive.
Il mio processo è insieme intuitivo e preciso: amo la fisicità della carta, il gesto del taglio, la sovrapposizione di strati che nascondono e rivelano al tempo stesso. Geometrie pulite dialogano con colori che evocano la natura, mentre elementi digitali introducono una dimensione contemporanea e fluida. Attraverso queste composizioni cerco di rendere visibile ciò che sta tra il visibile e l’invisibile: il passaggio del tempo, la fragilità della memoria, la bellezza che emerge dal dialogo tra vecchio e nuovo.
Il mio obiettivo è invitare lo spettatore a rallentare lo sguardo, a entrare in una dimensione di riflessione quieta in cui il familiare diventa straniante e il frammento si trasforma in armonia. Unendo passato e futuro, materia e luce, il mio lavoro diventa un ponte tra ciò che siamo stati e ciò che continuiamo a diventare.